

LettriceMDopo ben 2 nominationS da parte di Dreamdust e di Falloppio (ai quali consiglio vivamente di correre a gambe levate, io corro scalza e sono velocissima, oltre che armata di letali filtri alle erbe), stavolta mi piego alla “legge della catena”, mi incateno ma vi libero…non vi preoccupate quindi, leggete pure fino in fondo, ammesso che vi interessi qualcosa di queste "5 cose che non sapete di me", e scoprirete che, nella speranza che la catena si interrompa, mi immergo in un bagno di erbe benedicenti, mi faccio carico della sfiga a venire e NON NOMINO NESSUN ALTRO!!!
Allora, vediamo un po’:
LettriceMCome sapete in questi mesi e su queste pagine ho conosciuto delle persone speciali e alcune di esse sono diventate, pur nella lontananza fisica, parte integrante della mia vita. Ognuna di queste mi ha donato qualcosa di speciale che mi ha ricordato qualcosa di me che non riuscivo più a ritrovare: c’è chi mi ha donato la sua ironia tagliente, la giovinezza, la celata timidezza e l’entusiasmo, chi la sana e giocosa malizia, chi la bontà e la fiducia nel prossimo, chi mi ha insegnato ad aprire il cuore attraverso le immagini… E quest’ultimo dono non è difficile capire da chi mi è venuto. Da colei che mi ha permesso, con grande fiducia, di utilizzare quello che era ed è il suo sguardo sul mondo non solo per scrivere ma anche per pubblicare i miei post che si sono così arricchiti di splendide immagini.
Ed oggi questo post è dedicato proprio a lei, a DAFNE, per comunicare a tutti voi che, dopo il magnifico sito di fotografie in bianco e nero che oramai tutti voi conoscete, si è finalmente decisa ad aprire un nuovo sito, un blog-non blog, un luogo dove poter anche dialogare, che raccoglie le sue creazioni a colori.
Da quando nacque il primo tra i nostri blog, quello di MonicaGellerB, c’è tra noi una tradizione: quella di “battezzare” il nuovo venuto con gioia e felicità e così, dopo tanti mesi, torno con immensa felicità a vestire i panni di Madrina Lettrice e
SONO LIETA DI ANNUNCIARE
Auguro a DAFNE che la sua arte non si esaurisca mai e che riesca a continuare a imprimere nella pellicola fotografica le sue emozioni con la stessa forte dolcezza che caratterizza tutte quelle che pazientemente mi ha mostrato e consentito di utilizzare in questi mesi trascorsi insieme.
Grazie, Dafne, della tua Amicizia e fiducia.
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Siccome non si può mai stare tranquilli oggi Madrina Lettrice corre a destra e a manca...
anche MonicaGellerB si è data da fare e ha traslocato al di fuori di Splinder il suo bellissimo e divertente blog che d'ora in poi troverete all'indirizzo
http://mentedubbiosa.clientiweb.it
In bocca al lupo Monica, che il nuovo posticino sia sempre vitale e gioioso, irriverente ed ironico come il vecchio!!!
LettriceMIniziamo il nuovo anno con una pianta altamente velenosa, storicamente famosa per aver dato la morte a Socrate.
Il suo nome scientifico è CONIUM MACULATUM. E’ un erbacea biennale appartenente alla famiglia delle ombrellifere come il prezzemolo, l’angelica ed altre piante commestibili dalle quali è molto importante imparare a distinguerla. Utile al riguardo è sapere che, diversamente dalle altre, ha un fetido odore di urina di topo. Altra caratteristica singolare che il suo fusto, che può arrivare ai
profonde scanalature.
Cresce in tutto il mondo e predilige luoghi umidi ed ombrosi.
Conosciuta fin dall’antichità, veniva utilizzata dai greci per scopi medici ma soprattutto, come veleno nelle condanne a morte.
Da non usarsi assolutamente in fitoterapia si è rivelata molto utile, invece, a scopo medico date le qualità analgesiche, antispatiche ed antiepilettiche degli alcaloidi che se ne estraggono. Alcune fonti ne citano un miracoloso effetto nei casi di eiaculazione precoce e nel trattamento della ninfomania. Viene
utilizzata anche nella produzione di pomate antidolorifiche.
Anche questa erba è stata attribuita in uso alle Streghe e una prova letteraria se ne ha nel Macbeth, ove all’atto IV, si narra di tre streghe intente a preparare con essa una pozione magica.
La tradizione magica racconta, inoltre, che venisse usata per propiziarsi il favore degli astri e nei riti per inibire lo stimolo sessuale, il che ci ricondurrebbe, come spesso accade, alle teorie mediche di cui sopra.
LettriceM
Mi hai presa per mano tanto tempo fa facendomi entrare nel tuo meraviglioso mondo che è diventato “nostro”, hai cercato di insegnarmi tante cose ma, forse, non ero pronta, mi hai condotta per mano nella vita, mi hai spronata, hai frenato la mia innata irruenza, coccolata, vezzeggiata, viziata anche in una distanza che mi faceva e mi fa tanto soffrire…mi hai amata fin da subito, mi conoscevi già ed io conoscevo te. E saremo sempre unite, nonostante tutto, in quel vento che possiamo sentir vibrare entrambe, il vento che mi porta la tua voce, il vento che tu mi hai insegnato ad ascoltare, il vento in cui trovo il tuo abbraccio e il mio abbandono in esso.
Mai mi hai abbandonata, mai… Nemmeno ora, nemmeno in questi giorni un po’ particolari.
Mi sei stata vicina quando nessuno osava farlo, hai raccolto le mie lacrime e le hai fatte tue, hai sentito il mio cuore più di chiunque altro anche quando, per salvarsi, era meglio starmi lontani, mi hai donato un Amore che non conosce confini, mi hai ripresa per i capelli quando me “ne volevo andare” e mi hai sostenuta in una lotta che nessun altro sosteneva, mi hai strillata amorevolmente come una guardiana e mi hai coccolato dolcemente come una madre, hai agito da sorella ma anche da maestra.
A te devo quello che sono oggi, a te devo la strada che ho percorso faticosamente.
Ti ho delusa e mi hai perdonata e hai ricominciato con me con la pazienza che solo chi Ama può avere. Mi hai compresa nonostante tutto, mi hai fatta sentire importante e mi hai restituito la voglia di vivere, mi hai fatto sentire il tuo cuore mentre tu sentivi il mio, hai pianto le mie lacrime e gioito con me di ogni brivido…
A te stanotte voglio dire che sei sempre nei pensieri, nella pelle, negli occhi…nonostante tutto.
A te, che hai messo la tua vita nelle mie mani ferite, voglio dire GRAZIE!
LettriceM
aspettatemi...
LettriceM
Lasci correre le emozioni, lasci che si liberino, non le trattieni, non le controlli e non hai nemmeno voglia di farlo perché rappresentano il cammino che stai facendo dentro. In un sol giorno le sensazioni si avvicendano, ti lasci andare a briglia sciolta e tutto sembra prendere una data direzione. Ti addormenti, finalmente, dopo giorni di insonnia, crolli in un sonno improvviso e profondo, e quando ti risvegli al mattino scopri che le sensazioni del giorno prima sono cambiate e la tua visione delle cose, l’angolo da cui le vedevi, si è completamente modificato…
Vi è mai capitato?
LettriceM
Ebbene sì il 2007 è iniziato e, in queste ore che hanno segnato il saluto del vecchio anno, ho avuto modo di pensare e ripensare a tante cose, a tanti rapporti, a tante scelte e mi sono resa conto che alcune di esse mi vanno strette.
Torno a parlare di sentimenti, e in particolar modo, stavolta di Amicizia.
Tante persone si sono avvicendate nella mia vita come in quella di ognuno. Tanti errori ho fatto anche in questo campo: a volte per paura, altre per superbia, altre ancora per egoismo, altre per idiozia pura e semplice. Mi è capitato di aprire la porta del cuore a chi non lo meritava e di chiuderla in faccia ad altri che, invece, avrebbero meritato maggiore attenzione ma, si sa, non siamo infallibili e spesso vecchie esperienze condizionano le scelte successive. Cosicché in nuovi rapporti portiamo i segni di quelli vecchi, le preclusioni, le ferite, le gioie e continuiamo a specchiarci in rapporti vecchi e nuovi come se, alla fine, non fossero altro che l’immagine di noi stessi, e forse lo sono, perché così come abbiamo portato avanti le amicizie e gli amori allo stesso modo abbiamo portato avanti la nostra vita. Aperture, chiusure, isolamenti, giovialità, tristezze, casinismo e calma, egoismi, altruismi. E, intanto, siamo cresciuti, e la vita ci ha cambiati, ha modificato il nostro modo di vedere, di sentire, di ascoltare, di percepire, di Amare. Sì, proprio di Amare, non a caso, Amore e Amicizia sono figli dello stesso sentimento.
Per me questo è tempo di bilanci, è tempo di Vita, di ricominciare da qualche parte, di rivedere tante cose, in un percorso che chi mi legge ha seguito nei 6 mesi più complicati, più contraddittori, più intensi, venuto dopo un brutto momento, un momento in cui avevo chiuso la porta in faccia alla Vita, perché non ce la facevo proprio a tenerla aperta, avevo bisogno del mio guscio, del mio isolamento, di pensare, di sentire se dentro mi restava ancora qualcosa da dare, e uno spiraglio attraverso cui ricevere. Per voi che mi leggete ormai non è un segreto nulla di tutto questo, l’ho ripetuto più e più volte, e, forse, più nel tentativo di farmene una ragione che in quello di suscitare “pena” o ammirazione, perché nulla c’è da aver pena, né tanto meno ammirazione, verso chi un giorno sbaglia e poi si lascia andare, assolutamente nulla.
All’inizio di questo periodo terribile ancora non avevo un blog, ma avevo degli Amici, quel genere di Amici che sono Famiglia, persone che, anche da lontano, sono riuscite a darmi il coraggio e la forza per non mollare, che mi hanno ricordato momenti belli e mi hanno raccontato di quando fui io ad aiutare loro, mi hanno fatto capire che lasciandomi andare avrei vanificato il Bene fatto loro, avrei rigettato anche loro nello sconforto nero da cui erano usciti tornando a vivere la serenità e la gioia i un percorso fatto insieme.
Poi ci sono stati altri Amici, quelli a cui non sono riuscita a trasmettere quello che avevo dentro, il dolore che mi stava portando in basso, quello a cui non riuscivo a resistere, quelli che volevano starmi vicini e a cui non l’ho permesso, quelli che oggi si sono giustamente allontanati, quelli che mi hanno vista all’improvviso diversa, come non mi avevano mai vista, quelli a cui ero andata bene come facciata, come aiuto, ma che non avevano mai capito quello che realmente sono. Alcuni di loro li avrei voluti accanto, li avrei voluti egoisticamente seduti accanto a me a guardarmi semplicemente versar lacrime senza dire nulla… E non ci sono stati. Sono scomparsi, si sono dileguati, senza una parola, senza un cenno.
Alcuni mi hanno chiesto scusa…ma c’era davvero da scusarsi? No.
Tutto sommato sono io che li ho chiusi fuori, come se cacciando loro potessi dimenticare anche il passato che non c’era più e mi faceva male. Sono io a dover delle scuse a loro, non il contrario.
O, forse, le scuse dovrebbero essere reciproche per aver dato per scontato, per aver desiderato che l’altro fosse diverso da come è, per non aver aperto il cuore, per non aver saputo ascoltare.
Ed infine gli Amici nuovi. Amici veri.
Per assurdo quelli che, conoscendomi di meno, mi conoscono di più perché incontrati nel periodo più brutto ma anche più sincero della mia vita, incontrati come Angeli sul cammino, ognuno a riportarmi una parte di me che era dispersa, ognuno con un tocco d’ali speciale e disarmante, un piccolo puzzle, ognuno a ricordarmi chi sono, a ridarmi fiducia, ad aiutarmi e farsi aiutare nei momenti brutti, a gioire delle mie e loro felicità, a vibrare, giocare, scherzare. Alcune di queste splendide Amicizie sono nate qui, su queste pagine e ne sono uscite materializzandosi in contatti più stretti, più vicini, più intimi ma non ancora completi… Ancora non concreti, ancora nel buio. Un buio che spero di dissipare presto aprendo una piccola finestra di luce e di concretezza. E sono Amici con i quali ho reimparato a sentire il richiamo senza necessità di sentire la voce, a dire TI VOGLIO BENE, a dire GRAZIE, a dire MI MANCHI, a dire TI HO SOGNATO, a dire quello che sento senza pudore e senza schermi, a ognuno in un modo diverso, a ognuno in un modo e per un motivo speciale.
E, poi, tutti quelli che mi leggono, sì, proprio voi che mi leggete, e mi commentate, ognuno con la sua personalità, ognuno con il suo particolare modo di starmi accanto e diventare Amici in modo ancora diverso, ancora intenso e vivo.
E, stanotte, non mi vergogno a dirlo, ho le lacrime agli occhi per la commozione perché mi sento fortunatissima e felice, perché di nuovo aprirò la porta!
Il 2007 è iniziato per me all’insegna dell’Amicizia e so che sarà un anno davvero speciale.
LettriceM
"Birth of Starchild" di Peter Pracownik
LettriceM
Quando mi ha mostrato per la prima volta questa sua foto Dafne non poteva sapere, e ancora non sa, che il soggetto ritratto mi avrebbe fatto ancora una volta volare con la mente attraverso una traiettoria di cui ancora non conosco esattamente la destinazione…
Fin da piccola una delle cose che entrando nelle Chiese attrae la mia attenzione è il candeliere delle offerte, raramente resisto al suo fascino, raramente riesco ad andarmene senza aver acceso almeno una candela. All’improvviso stanotte mi rendo conto che è un gesto che mi riporta alla mia prima infanzia, a mia nonna, l’unica della mia famiglia realmente religiosa, colei a cui devo il conoscere le preghiere principali. Pochi minuti fa mi sono resa conto che stanotte è come se la vedessi intenta nell’accendere una candela e questo mi sta portando avanti e indietro tra passato prossimo e remoto, presente e futuro. Il tutto nella luce di queste fiammelle che, seppur bloccate da un’immagine fotografica, continuano a pulsare e a mantenere la vita che spesso solo nel fuoco riconosco. Amo tantissimo il fuoco, il suo allungarsi e rimpicciolirsi, il suo calore, la sua potenza distruttiva, il suo valore, la sua forza purificatrice, istintivamente lo associo all’abbandono della sofferenza, al superamento di essa, alla libertà.
Stanotte mi trovo qui a guardare questa fotografia, ad ascoltare una musica particolare e a non riuscire a tener ferma la mente, a scandagliare ogni cosa che quel fuoco e la luce di quelle candele fanno riaffiorare come ricordo e come speranza.
Mi sento confusa stanotte, è qualche giorno in verità che mi sento così.
Mi sembra di essere appesa ad un filo che mi fa oscillare, che dondolandomi mi blocca, come se dall’alto potessi vedere tutto ma da talmente lontano da non riuscire a scorgere i reali confini delle cose.
Mi sento momentaneamente bloccata. In stasi eppure in movimento. Una sensazione che non mi appartiene, una sensazione di blocco, mista tra dolore e piacere, mista tra aspettare ed andare. E, intanto, il filo continua a farmi dondolare, a farmi scorgere senza poter vedere, a farmi sentire senza riuscire ad ascoltare e, se provo a forzare le cose, subentra la paura, una paura strana, una paura quasi inconsapevole. Un elastico, ecco cosa mi sembra quel filo, un elastico che continua a confondermi, che mi fa vedere cose che non esistono e, forse, non me ne fa scorgere altre vive e presenti.
La scelta, sempre lei, solo una scelta può fermare questa corsa, ma non esistono scelte di fronte a certe cose, esistono i sentimenti e quelli non si può decidere di smettere di provarli, non si possono tagliare come i fili che ci tengono legati, sarebbe come uccidere una parte di sé stessi. Ne vale la pena? E se tagliando quel filo facessimo del bene a qualcuno pur sapendo che sarebbe solo finzione? Pur rendendosi conto che certe cose non sono comandabili? Si può riuscire a recidere un sentimento per far del bene a qualcun altro? Ma poi, tra l’altro, chi siamo noi per sapere che il tagliarlo, oltre a straziare una parte di noi, sarebbe davvero un aiuto per l’altra persona e non invece un infliggergli un dolore ancora più atroce di quello che sta vivendo?
Si può tagliare il filo del sentimento? No, mi dispiace ma io non ce la faccio e se altri lo tagliassero per me morirei di dolore…
E continuo a dondolare.
E continuo ad andare indietro nel tempo, in una spirale che mi conduce in reconditi meandri della memoria, che mi fanno vedere mia nonna accendere una candela in una chiesa intenta a pregare un Dio che allora non riconoscevo, che non capivo e che spesso non capisco ancora.
Sento il rumore della moneta battere nel contenitore metallico, avvicino una candela alle altre affinché si accenda, la posiziono, mi inginocchio e prego…
LettriceM
Sia che accada a voce, in chat, via email o in qualsiasi altro modo parlare con gli Amici mi rimette in contatto con me stessa, non esiste una sola parola che non venga immagazzinata e utilizzata per riflettere, per cercare di capire, per crescere. Anche quelli che a prima vista sembrano attacchi possono rivelarsi, ad una seconda analisi, elementi importanti soprattutto per capire in che direzione si sta andando. In questi mesi tante parole si sono sovrapposte nella mia mente, tante domande sono sorte, alcune hanno trovato una risposta, altre rimangono ancora lì appese nell’incertezza, in attesa di capire. E, nel frattempo, ho continuato e continuo a scrivere qui, in questo spazio che è diventato il mio diario, il mio sfogo, il mio specchio, il modo, spesso, di confrontarmi con me stessa, il tragitto percorso in ormai quasi 6 mesi tra aperture e chiusure, silenzi e momenti di logorrea. Un luogo che è diventato anche la fonte della mia forza perché attraverso la scrittura riesco a tirare fuori quello che sento senza porre schermi, se non quelli che un voluto anonimato impone. Ma anche quelli sono schermi fittizi, cosa importa conoscere il mio nome se si conoscono i più reconditi sentieri del mio cuore? Cosa cambierebbe? Poco o nulla credo.
Nel tempo questo spazio è stato utile a qualcuno, ma soprattutto è ed è stato utile a me stessa e continua ad esserlo.
Mi piace sapere, nel bene e nel male, cosa pensano le persone di quello che scrivo, mi piace quando, tra i commenti, il dibattito si accende, mi piace tantissimo quando il blog si trasforma in un ibrido tra una chat e un forum, quando gli ospiti dialogano tra loro scambiandosi botta e risposta, mi piace tantissimo anche quando scherzano e giocano con ironia e malizia. E non m’importa che porti l’etichetta di blog, non mi interessa proprio, mi importa solo che si sia insieme a parlare, a discutere, ma anche a far casino allegramente.
Oggi, anzi ormai, vista l’ora, dovrei dire ieri, ho avuto degli scambi interessanti.
Dopo ore mi son trovata a ripensarci.
E devo dire che, in parte, alcune cose che mi son state dette sono vere e reali.
Sia per quanto riguarda la mia vita che per quanto riguarda il mio blog, specchi l’uno dell’altro. Se c’è una cosa certa è che quando scrivo non mento, sarebbe stupido, sarebbe infantile, ma d’altro canto non posso fare a meno di chiedermi se riesco ad esprimermi appieno oppure no, se pongo dei filtri tra me e voi che mi leggete. Credo di aver capito che spesso ho bisogno io di quelle parole, come se una me stessa parlasse all’altra, come se davvero di fronte allo specchio fossimo due entità separate che traggono energia l’una dall’altra. Come se quel messaggio debba arrivare al mio cuore prima che a quello di chiunque altro…Ma in fondo la scrittura di un diario che cos’è se non mettersi davanti a uno specchio per fissare dei concetti, delle idee, dei sentimenti, per capirsi meglio?
Ringrazierò sempre chi in un modo o nell’altro mi “criticherà” o farà delle osservazioni su ciò che scrivo, perché quel qualcuno mi sta aiutando a crescere.

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LettriceM
“Siediti” mi disse “devo raccontarti una storia, è il mio regalo di Natale”
Non potei resistere al richiamo della sua voce, alla sua maestosa dolcezza, a quel suo essere paterno e saggio.
“…sono qui da tanti secoli, e più volte li ho visti passare, li ho visti correre e danzare e le loro voci ancora riecheggiano tra i miei rami…l’ultima volta pochi anni fa, erano qui di nuovo a recuperare il loro passato, sconosciuti in terra nota. Lui sentiva il richiamo dell’acqua e di quello che il lago aveva da raccontare, storie di obelischi e girotondi, lei si sedette lì, appoggiata alle radici del mio amico e ascoltava il respiro della terra, lo sentiva dentro sé come a riscoprire per la prima volta il canto dolcissimo di queste rive,
era tutto nuovo e tutto antico, passeggiavano guardandosi negli occhi e lì vedevano riflessa tutta quella meraviglia che li circondava, anche le nubi si ergevano in saluto dipingendo meravigliosi alati quadri. Nei loro volti era dipinta la gioia, era dipinto l’Amore, era dipinto un sogno che diveniva Vita. Ricominciarono a camminare, passarono qui sotto più e più volte alla ricerca di una vallata che trovarono per poi rituffarsi qui, tra queste fronde e cominciò a piovere,
Si fermò e una lacrima cristallina cadde a terra come una perla di ambra secolare…
Tacqui…
“…tornano ancora qui ogni volta che possono, tornano qui a cavallo delle nubi, tornano qui ad abbracciarsi, tornano qui con dolcissime lacrime di pioggia, tornano a ballare abbracciati nel vento e torneranno ancora fino a che la memoria non li tradirà, finchè il cuore non li ingannerà, torneranno un giorno a calpestare questa terra, torneranno ad accoccolarsi ai miei vecchi piedi, torneranno ancora…
Ti ho donato la mia memoria affinché tu ne faccia buon uso, affinché la favola non finisca mai, ti ho donato il tesoro più prezioso che ho conosciuto, ti ho donato un Amore che non finirà mai, custodiscilo, curalo e lui non ti tradirà…”
Mi alzai, con il cuore gonfio di tristezza e gratitudine, mi avvicinai per baciarlo e mi sussurrò
“…Buon Natale bambina mia, vai e lotta…io vi aspetto qui”
LettriceMAncora non siamo propriamente a Natale eppure l’aria di festa è già da qualche giorno quasi in tutti i blog, si passa dagli amici lasciando messaggi beneauguranti, si ricambia la visita forniti o meno di gif ed immagini natalizie, come se d’un tratto anche chi normalmente scrive pagine amare abbia per un attimo messo da parte l’aria nostalgica e malinconica che per mesi l’ha fatta da padrona.
Mi interrogavo sul senso di tutto questo e ancora mi interrogo, perché, sinceramente, quell’aria ancora la sento.
Oggi pensavo ai canguri…sì sì avete capito bene, ai canguri, sono animali che mi piacciono moltissimo.
Natale e canguri, eh sì proprio così…
La cosa curiosa è che portandomi nella home di google per lanciare una ricerchina di immagini mi son trovata la scritta natalizia del sito creata proprio con loro: due simpatici canguretti… E non ho potuto che sorriderne.
Ammetto la mia ignoranza e vi dico che stavolta nulla ho da dire su un’eventuale simbologia del canguro e, sinceramente, la voglia di lanciare una sterile ricerca sull’argomento è pari a zero.
Vorrei però che immaginaste per un attimo che il canguro sia la materializzazione del vostro più grande desiderio, quello che vi sfugge, quello la cui realizzazione sembra vicina ma quando vi avvicinate per toccarlo fa un salto e vi sfugge costringendovi a ricominciare da capo. Ed ogni volta è più dura, ogni volta la sensazione è che dobbiate desistere, ma poi, la tristezza lascia il posto alla speranza e alla verità: lo avete sfiorato, era lì, siete in grado di realizzarlo ma forse ancora non siete pronti. E allora dovete continuare a lottare con tutte le vostre forze, con tutto ciò che avete a disposizione, con tutto il vostro Amore.

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Aggiornamento di domenica 24 h 13.30: il caro Splinder non poteva non farci il suo regalo di Natale: i commenti vengono caricati per Pasqua...se non li trovate aprite con la finestra di pop-up, se sarete fortunati li leggerete insieme agli auguri di Ferragosto!
LettriceMEsseri fragili e bellissimi, esseri in mutazione, simboli da sempre della trasformazione spirituale, del passaggio dalla terra al cielo, ma anche simboli della vacuità, dell’inconsistenza della felicità, della sua brevità, e poi, ancora, simbolo spesso usato per rappresentare l’anima dei defunti.
Animale al quale sono da sempre legata fu anche il mio primo avatar qui su splinder, quello con cui molti di voi mi conobbero. Ebbene, oggi, mi manca tantissimo la mia farfallina, quella che ci mise tanto ad uscire dal bozzolo, quella che ce la doveva fare da sola, quella che alla fine ha rotto gli indugi, con le ali ancora rattrappite ha iniziato a volare.
A quelle che mi hanno accompagnato, a quelle che ancora mi accompagnano, a quelle che, ancora, nonostante sia dicembre inoltrato, mi trovo a svolazzare intorno, a quella bellissima ed enorme che qualche mese fa mi si è posata sulla fronte come meraviglioso dono di Madre Natura, come nuova consapevolezza, energia e forza.
Le farfalle non sono solo begli esserini da ammirare con il velo di tristezza di chi sa che il loro volo sarà breve, che il tempo è poco, sono fortissimi esseri viventi che hanno lottato per arrivare ad essere quello che sono, hanno passato tre diversi stadi affrontando pericoli ed inganni di ognuno…
P.S. la mia nuova farfallina bianca apparirà solo nei commenti perchè sono affezionatissima all'avatar di Jessica Galbreth e lo ritengo "mio" tanto quanto la farfalla.
LettriceM